Learning empowerment

Indice dell’articolo

Il paradosso dell’apprendimento

L’apprendimento è una sinfonia

È una forma di libertà, ma lo viviamo come gabbia.
Dovrebbe darci respiro, eppure ci toglie il fiato.
Dovremmo viverlo con gioia, eppure ci dà noia.

Laddove l’incontro con la conoscenza dovrebbe evocare un orizzonte che si schiude una porta si chiude.
Davanti a noi, al nostro tempo di vita, alle nostre passioni, a ciò che ci fa stare bene.

Il corpo dimenticato

Come se fuori da quella porta ci fosse la nostra vita e noi chiusi in quella stanza, seduti per ore, volessimo forzare tutte le leggi della natura.
È come se volessimo rinnegare la nostra stessa natura.
Dimentichiamo il nostro bisogno di movimento, di suonare le nostre funzioni vitali, come un’orchestra la sua più magica sinfonia

E così dimentichiamo la nostra natura.
Rinneghiamo il bisogno di percepirci solidi, su gambe forti e braccia vigorose, come rami di una fitta chioma che con radici profonde succhia la vita, trasformandola in frutti, onorando e prendendosi cura dei fluidi che dovrebbero scorrere vivacemente lungo il corpo, come l’acqua sincera e vivace di un torrente di montagna.

La pratica della stagnazione

Eppure, noi pratichiamo la stagnazione.
Della linfa, che anziché scorrere, si accomoda e ci intossica.
Del sangue, che anziché portarci vita e ossigeno si assopisce pigramente.
Del respiro, soffio vitale che scandisce la vita.

Eppure sempre più raro.
Una pratica ormai disimparata, opzionale, quasi non necessaria.

Lo schermo e l’oblio

E così, ci spegniamo davanti ad uno schermo dove vengono proiettate altre vite, altre storie.
E anziché scrivere la nostra, non sappiamo nemmeno più dare un significato alla parola “esperire”.

E così, un immenso gap esperienziale, che si alimenta di noia, di mancanza di connessione, di schermi accesi e luci blu e di vite altrui, passate a raccontarsi piuttosto che a viversi, e di costrizioni dietro una scrivania, prende vita.

La morte della curiosità

Mentre tutto questo ci annienta, la vita ci rende inetti .

E anziché vivere stiamo lì…
E crediamo che alzarsi dalla sedia prima di aver finito di studiare sia da irresponsabili, da immaturi, da incoscienti.
Ci adattiamo ad un ritmo che non scandisce più la vita bensì il tempo di una morte annunciata.

La morte della curiosità, della voglia di sapere, di sentire… di sentire che ne vogliamo ancora, e ancora, e ancora…

Semplicemente perché non ci basta più…

E così un paragrafo alla volta, un capitolo alla volta, uno scritto alla volta ci spegniamo con l’intento di compiacere, di passare un’interrogazione, un test, un esame.

Nell’intento di portare a casa un risultato, un numero, quel fiocco rosso con cui impacchettare l’oblio.
Perché crediamo di aver appreso.

E così continuiamo a spegnerci, come la fiamma di una candela che non riceve più ossigeno.

La luce che dimentichiamo

Perché siamo Luce, ma pratichiamo il buio.
Aspiriamo alla conoscenza eppure viviamo nell’ignoranza.

Ignoriamo come funzioniamo.
Ignoriamo la nostra fisiologia la nostra biochimica.

E così, mentre pratichiamo il compiacimento, mentre ubbidiamo senza discernimento, mentre pratichiamo lo spegnimento del nostro entusiasmo, della nostra curiosità costruiamo una nuova identità, creiamo nuovi schemi, di vita e di pensiero che ci allontano da noi dalle nostre abilità dal nostro temperamento nativo da ciò che siamo destinati realmente ad essere.

L’apprendimento come sinfonia

E così, questo modo di “apprendere” ci allontana da tutto ciò che siamo e da ciò che siamo destinati ad essere.

Perché non c’è apprendimento senza gioia.
Perché non c’è disciplina senza una ragione che ci motivi all’azione.
Perché non può esserci conoscenza senza curiosità.

E così, se ogni movimento conta se il movimento crea nuove connessioni e la varietà favorisce le sinapsi noi pratichiamo la stasi e la monotonia.

L’apprendimento è un bisogno dell’anima.
Non una forzatura della mente.
L’apprendimento è gioia

Tutto il resto è noia.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto